Come superare il momento "intervistatore intervistato"

hombre hablando por teléfono móvil en el banco de un parque

Le nuove generazioni hanno a disposizione molteplici strumenti di informazione, partecipano ai colloqui con una grande conoscenza della società che assume (LinkedIn, Google Review, Glassdoor, Instagram, Facebook...) e hanno una serie di domande e aspettative che non esitano a esporre durante il processo di selezione.

I talenti Millennial (generazione Y) e Centennial (generazione Z) richiedono invece comunicazione, una cultura aziendale specifica, la possibilità di sviluppare il loro pieno potenziale durante ogni momento della loro carriera professionale e un ruolo in grado di avere un impatto all'interno dell'azienda e sull'ambiente che li circonda. 

In questa nuova dinamica e in uno scenario di questo tipo, chi lavora per i reparti di risorse umane si trova sempre più ad essere "intervistato" dai candidati stessi. Da Robert Walters ecco 4 consigli per non farti scappare i migliori talenti, superando con successo il momento dell' "intervistatore intervistato".

La preparazione e la conoscenza del proprio brand da parte dell'intervistatore è fondamentale per evitare sorprese lungo il percorso: il candidato di nuova generazione effettuerà sempre un'indagine preliminare e approfondita sulla società che vuole assumerlo. Al momento dell'intervista, avrà già una sua opinione sulla cultura e sui valori del brand.

1. La percezione del tuo brand… non farti cogliere impreparato!

Oggi, il processo di selezione inizia ben prima del colloquio. In passato, i professionisti disponevano solo delle informazioni pubblicate dalla carta stampata sulle aziende e sulle offerte di lavoro, nonché i riferimenti a una cerchia limitata di persone. Oggi, Internet e i social media permettono di familiarizzare con la storia, i servizi e gli ultimi eventi dell'organizzazione prima ancora di candidarsi alla posizione vacante. Ecco perché l'immagine aziendale avrà un grande impatto sulle aspettative dei candidati durante il processo di selezione.

La preparazione e la conoscenza del proprio brand da parte dell'intervistatore è fondamentale per evitare sorprese lungo il percorso: il candidato di nuova generazione effettuerà sempre un'indagine preliminare e approfondita sulla società che vuole assumerlo. Al momento dell'intervista, avrà già una sua opinione sulla cultura e sui valori del brand.

L'intervistatore deve quindi essere preparato ad affrontare eventuali dati negativi, dubbi o conflittuali che il candidato può esporre. Controllare le recensioni e i commenti sull'azienda pubblicati su Glassdoor, LinkedIn e Google e sfogliare i post e gli articoli recenti sui social media ti aiuterà a valutare come il tuo brand viene percepito dai diversi stakeholder.

2. Anticipa le aspettative del professionista sull'azienda... e su di te

È più probabile che siano i candidati a porre domande sul loro potenziale sviluppo professionale prima che lo faccia l'azienda. L'interesse del candidato è spesso focalizzato sulla cultura aziendale e sulle opportunità di crescita e formazione offerte. Gli aspetti più apprezzati dai professionisti delle generazioni Y e Z sono quelli relativi allo sviluppo e all'impatto della posizione offerta. In che modo il mio lavoro contribuirebbe all'organizzazione?Chi sarebbe il mio diretto superiore?Quali sarebbero le mie possibilità di promozione?Quali competenze devo possedere per svolgere con successo le mie mansioni? Sono previsti piani di formazione regolari all'interno dell'azienda? Queste sono oggi le domande chiave sulle quali il dipartimento di risorse umane deve essere preparato e adeguatamente informato.

È inoltre importante che l'intervistatore anticipi la risposta a domande dirette circa il suo profilo professionale all'interno dell'azienda. Sebbene possano sembrare intimidatorie o invadenti, domande come "Qual è stato il suo sviluppo professionale all'interno dell'azienda?", "Qual era la sua posizione precedente e come è arrivato a lavorare qui?", "Dove si vede in futuro?" tendono ad essere via via più comuni.

Informazioni di questo tipo aiuteranno i candidati a capire qual è stata la motivazione iniziale e qual è la ragione attuale che per cui il loro interlocutore ha desiderato o desidera sviluppare il proprio percorso professionale all'interno dell'azienda.

3. Oggi un colloquio di successo non dovrebbe mai essere a senso unico

Oggi, quando un candidato si presenta a un colloquio di lavoro, si aspetta che l'intervistatore conosca la sua esperienza e il suo background professionale e sia comunicativo e ricettivo nei suoi confronti. Porre domande relative al suo curriculum è esattamente uno dei modi che più incoraggia i professionisti delle nuove generazioni ad aprirsi e a sentirsi a proprio agio durante il colloquio.

L'intervistatore dovrebbe essere sinceramente interessato al candidato. Non è importante solo chiedere il “cosa” del CV, ma anche il “come” e il “perché”. Fai una buona impressione, entra in contatto con il professionista e concedi il tempo di porre domande. Oggigiorno, un colloquio di successo non dovrebbe mai essere a senso unico.

 Il candidato deve sentire che c'è un interesse reale e unico per il suo profilo da parte della società. L'intervistatore dovrebbe porre domande ponderate e perspicaci sulle capacità, i punti di forza e i risultati del candidato, nonché su eventuali lacune che si osservano sul curriculum. E bisogna sempre ricordarsi di comunicare che il posto vacante rappresenta un'opportunità di crescita e di sviluppo professionale.

4. Mantieni il fair play fin dall'inizio

L'intervistatore deve avere sempre il controllo del processo di selezione. Un controllo che paradossalmente deve puntare a creare e favorire i tempi necessari alla comunicazione e all'interazione con i candidati. Il modo migliore per raggiungere questo obiettivo è iniziare pianificando un'agenda dettagliata con le diverse fasi del colloquio. Se presenti una breve sintesi della posizione e dell'azienda prima del colloquio e chiarisci che ci sarà l'opportunità di porre le domande necessarie, stabilirai fin dall'inizio il fair play tra candidato e intervistatore.

 

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