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Leadership a distanza: la vera sfida del lavoro da remoto

Smart working e leadership: perché i professionisti si sentono meno supportati dai manager

Per anni il dibattito sullo smart working si è concentrato su una domanda: il lavoro da remoto riduce la produttività dei dipendenti?

I dati raccolti da Robert Walters suggeriscono una prospettiva diversa. La produttività non sembra essere il problema. Al contrario, il 75% dei professionisti afferma che il lavoro da remoto ha avuto un impatto positivo sulle proprie performance, mentre l'85% considera la flessibilità lavorativa un fattore fondamentale o molto importante nella scelta di un'azienda.

Eppure emerge una criticità significativa: molti professionisti percepiscono una crescente distanza dai propri manager.

Questo fenomeno apre una riflessione importante sul futuro della leadership, della gestione dei team da remoto e della capacità delle aziende di mantenere elevati livelli di engagement nei modelli di lavoro ibridi.

 

Il problema non è lo smart working, ma la leadership

Molte organizzazioni continuano a interrogarsi sugli effetti del lavoro da remoto sulla produttività. Tuttavia, i risultati della ricerca evidenziano che la vera sfida riguarda la qualità della relazione manageriale.

Se da un lato il 75% dei professionisti dichiara un aumento della produttività grazie al lavoro da remoto, dall'altro il 76% afferma di sentirsi poco o per nulla supportato dal proprio manager.

Inoltre, il 41% dichiara di avere quasi mai confronti significativi con il proprio responsabile.

Questi dati suggeriscono che il tema centrale non sia dove si lavora, ma come vengono guidate le persone.

Nei modelli di lavoro ibridi e da remoto, la leadership assume infatti un ruolo ancora più strategico. La distanza fisica richiede processi di comunicazione più strutturati, momenti di confronto intenzionali e una maggiore attenzione alla crescita professionale dei collaboratori.

 

Perché il ruolo del manager è cambiato

Nel lavoro tradizionale molte interazioni avvenivano spontaneamente: una domanda veloce in ufficio, un confronto informale davanti a un caffè o un aggiornamento durante la giornata.

Nel lavoro da remoto questi momenti non esistono più in modo naturale.

Per questo motivo i manager devono sviluppare nuove competenze legate alla leadership a distanza, tra cui:

  • comunicazione efficace;
  • ascolto attivo;
  • capacità di fornire feedback regolari;
  • definizione chiara delle priorità;
  • supporto allo sviluppo professionale;
  • costruzione della fiducia all'interno del team.

Quando questi elementi vengono meno, l'autonomia rischia di trasformarsi in isolamento.

 

La mancanza di chiarezza alimenta il disingaggio

Uno degli aspetti più rilevanti emersi dalla ricerca riguarda la comprensione del proprio ruolo.

Il 54% dei professionisti dichiara infatti che le aspettative relative alla propria posizione sono poco o per nulla chiare.

La chiarezza organizzativa rappresenta uno dei principali fattori di engagement. Sapere cosa ci si aspetta dal proprio lavoro, quali sono le priorità e come vengono misurati i risultati permette alle persone di lavorare con maggiore sicurezza e autonomia.

Al contrario, la mancanza di indicazioni chiare può generare confusione, rallentare le attività e ridurre il coinvolgimento.

 

Employee engagement e lavoro ibrido: un equilibrio da costruire

L'employee engagement è oggi una delle principali sfide per le organizzazioni che adottano modelli di lavoro flessibili.

La flessibilità continua a essere apprezzata dai professionisti, ma non può sostituire il bisogno di confronto, supporto e riconoscimento.

Le aziende che riescono a mantenere elevati livelli di engagement sono generalmente quelle che investono nella formazione manageriale, promuovono una cultura del feedback e incentivano momenti di confronto regolari tra manager e collaboratori.

La qualità della leadership diventa quindi un elemento determinante per il successo dei modelli di lavoro ibridi.

 

Il rapporto con il manager influenza la retention dei talenti

La relazione con il proprio responsabile ha un impatto diretto sulla capacità delle aziende di trattenere i talenti.

Secondo la ricerca, l'83% dei professionisti sta prendendo in considerazione un cambio di lavoro nei prossimi dodici mesi se il rapporto con il proprio manager non dovesse migliorare.

Questo dato conferma una tendenza sempre più evidente nel mercato del lavoro: retribuzione, benefit e flessibilità rimangono importanti, ma non sono sufficienti a garantire la permanenza delle persone in azienda.

La qualità della leadership e dell'esperienza lavorativa quotidiana è diventata un fattore decisivo nelle strategie di retention.

 

L'onboarding rappresenta il primo banco di prova della leadership

Le criticità legate alla gestione delle persone emergono già nelle prime settimane di inserimento.

Il 64% dei professionisti descrive il proprio onboarding come poco strutturato o non strutturato, mentre il 58% dichiara di essersi sentito poco o per nulla autonomo durante i primi trenta giorni.

Un onboarding efficace non consiste soltanto nella trasmissione di informazioni operative, ma rappresenta il primo momento in cui manager e azienda costruiscono fiducia, chiarezza e senso di appartenenza.

Per questo motivo il processo di inserimento assume un ruolo centrale nell'esperienza dei nuovi dipendenti.

 

Come migliorare la leadership nei team da remoto

Per gestire efficacemente team distribuiti e modelli di lavoro ibridi, le organizzazioni dovrebbero concentrarsi su alcuni elementi chiave:

  • aumentare la frequenza dei momenti di confronto individuale;
  • definire aspettative e obiettivi chiari;
  • promuovere una cultura del feedback continuo;
  • investire nella formazione manageriale;
  • monitorare regolarmente il livello di engagement dei collaboratori;
  • rafforzare i processi di onboarding e integrazione.

L'obiettivo non è aumentare il controllo, ma creare un contesto in cui autonomia e supporto possano coesistere.

Conclusioni

I risultati della ricerca mostrano che lo smart working continua a essere apprezzato dai professionisti e associato a livelli elevati di produttività.

La vera sfida per le aziende non è quindi riportare le persone in ufficio, ma sviluppare modelli di leadership capaci di funzionare efficacemente anche a distanza.

In un mercato del lavoro sempre più competitivo, la capacità dei manager di creare connessione, chiarezza e supporto rappresenta uno dei principali fattori di engagement, produttività e retention dei talenti.

Ma se il problema non è il lavoro da remoto, cosa sta causando questa crescente distanza tra manager e collaboratori?

Si tratta di una carenza di formazione manageriale o di aspettative professionali profondamente cambiate?

  • Il lavoro da remoto riduce la produttività?

    Non necessariamente. Secondo la ricerca condotta da Robert Walters, il 75% dei professionisti dichiara che il lavoro da remoto ha avuto un impatto positivo sulla propria produttività. Questo dato suggerisce che la flessibilità lavorativa, se accompagnata da processi efficaci e obiettivi chiari, può favorire concentrazione, autonomia e gestione del tempo. Le aziende che adottano modelli di lavoro ibridi o da remoto non dovrebbero quindi concentrarsi esclusivamente sul controllo della presenza, ma sulla creazione di condizioni che permettano ai dipendenti di lavorare in modo efficace e sostenibile.

     

  • Perché molti professionisti si sentono poco supportati dai manager nel lavoro da remoto?

    La ricerca evidenzia che il 76% dei professionisti si sente poco o per nulla supportato dal proprio manager e che il 41% ha confronti significativi con il proprio responsabile quasi mai. Questo fenomeno non sembra dipendere dal lavoro da remoto in sé, ma dalla difficoltà di mantenere una relazione manageriale efficace in contesti distribuiti. Quando vengono meno feedback regolari, momenti di confronto e indicazioni chiare sulle priorità, i collaboratori possono percepire una maggiore distanza dall'organizzazione e dal proprio manager.
  • Qual è il ruolo del manager nei team ibridi e da remoto?

    Nei modelli di lavoro ibridi il ruolo del manager si evolve profondamente. Oltre a coordinare attività e risultati, il manager deve garantire chiarezza sugli obiettivi, favorire la comunicazione, supportare lo sviluppo professionale e mantenere elevato il livello di engagement del team. In assenza delle interazioni spontanee tipiche dell'ufficio, la leadership richiede maggiore intenzionalità. Le organizzazioni che investono nello sviluppo delle competenze manageriali tendono a ottenere risultati migliori in termini di produttività, coinvolgimento e retention dei talenti.
  • Perché il rapporto con il manager è così importante per la retention dei dipendenti?

    La qualità della relazione manageriale è uno dei principali fattori che influenzano la permanenza delle persone in azienda. Secondo la ricerca Robert Walters, l'83% dei professionisti prenderebbe in considerazione un cambio di lavoro se il rapporto con il proprio manager non migliorasse. Questo dimostra che retribuzione, benefit e flessibilità non sono gli unici elementi che incidono sulla retention. Le persone cercano anche supporto, riconoscimento, opportunità di crescita e una leadership capace di accompagnarle nel proprio percorso professionale.
  • Come migliorare l'engagement dei dipendenti che lavorano da remoto?

    Per migliorare l'employee engagement nei modelli di lavoro da remoto è fondamentale creare occasioni regolari di confronto tra manager e collaboratori. Feedback frequenti, obiettivi chiari, riconoscimento dei risultati e opportunità di sviluppo professionale contribuiscono a rafforzare il senso di appartenenza. La ricerca mostra infatti che la mancanza di supporto manageriale rappresenta una delle principali cause di disingaggio. Le aziende che investono nella leadership e nella comunicazione interna sono generalmente più efficaci nel mantenere elevati livelli di coinvolgimento.
  • Quali sono le principali sfide della leadership a distanza?

    La leadership a distanza richiede competenze diverse rispetto alla gestione tradizionale dei team in presenza. I manager devono essere in grado di comunicare efficacemente, costruire fiducia, fornire feedback continui e monitorare il benessere dei collaboratori senza fare affidamento sulla prossimità fisica. Una delle principali difficoltà consiste nel trovare il giusto equilibrio tra autonomia e supporto. I dati Robert Walters mostrano che molti professionisti apprezzano la flessibilità del lavoro da remoto, ma continuano ad avere bisogno di una guida chiara e di una relazione costante con il proprio manager.
  • Perché la chiarezza del ruolo è importante nel lavoro ibrido?

    La chiarezza delle aspettative è uno degli elementi che maggiormente influenzano performance, engagement e soddisfazione lavorativa. Secondo la ricerca, il 54% dei professionisti ritiene che le aspettative relative al proprio ruolo siano poco o per nulla chiare. Nei contesti di lavoro ibrido, dove le interazioni informali sono meno frequenti, la definizione di obiettivi, responsabilità e priorità diventa ancora più importante. Una comunicazione chiara consente alle persone di lavorare con maggiore autonomia e riduce il rischio di incomprensioni e disallineamenti.
  • Qual è il legame tra onboarding ed engagement dei dipendenti?

    L'onboarding rappresenta il primo momento in cui un nuovo dipendente entra concretamente in contatto con la cultura aziendale e con il proprio manager. Secondo la ricerca Robert Walters, il 64% dei professionisti descrive il proprio onboarding come poco strutturato o non strutturato. Un inserimento efficace non serve soltanto a trasferire informazioni operative, ma contribuisce a costruire fiducia, chiarezza e senso di appartenenza. Le aziende che investono in programmi di onboarding strutturati tendono a registrare livelli più elevati di engagement e retention nel lungo periodo.
  • Quale futuro per la leadership nel lavoro da remoto?

    La crescente diffusione di modelli di lavoro flessibili sta trasformando il concetto stesso di leadership. In futuro, i manager saranno sempre meno valutati per la loro capacità di supervisionare il lavoro quotidiano e sempre più per la loro capacità di creare connessione, sviluppare competenze e favorire il coinvolgimento delle persone. La sfida non sarà riportare i dipendenti in ufficio, ma costruire modelli di leadership capaci di funzionare efficacemente anche a distanza, garantendo al tempo stesso produttività, benessere e sviluppo professionale.
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