Pendolarismo: un ostacolo per 3 professionisti su 4 nella scelta del lavoro
Il pendolarismo al centro della Settimana Europea della Mobilità
In occasione della Settimana Europea della Mobilità, Robert Walters ha condotto uno studio per analizzare l’impatto del pendolarismo sulla vita dei professionisti in Italia e in Europa. I dati raccolti mostrano come costi, tempo e modalità di trasporto influenzino non solo la qualità della vita, ma anche le scelte di carriera e le politiche di employer branding delle aziende.
Pendolarismo e carriera: i dati principali
Secondo la ricerca, il pendolarismo è ormai un fattore strategico:
Il 74% dei professionisti considera il tragitto casa-lavoro un elemento determinante nella valutazione di una nuova opportunità. Questo significa che, accanto a stipendio e benefit, la distanza dall’ufficio è oggi un criterio decisivo nella scelta del lavoro.
Solo il 13% accetterebbe di trascorrere fino a due ore al giorno negli spostamenti. La grande maggioranza non è disposta a sacrificare così tanto tempo, segnalando l’importanza crescente della flessibilità.
Il 47% dei lavoratori da remoto dichiara di risparmiare oltre 100 € al mese grazie allo smart working. Un beneficio che, su base annua, può superare i 1.200 €, equivalente a un vero e proprio “aumento” indiretto.
Il 45% utilizza auto o moto per recarsi al lavoro, mentre il 40% ricorre ai mezzi pubblici. Solo l’11% va a piedi e il 4% sceglie soluzioni sostenibili come biciclette o monopattini.
Quanto tempo siamo disposti a trascorrere negli spostamenti?
Dalla ricerca emerge che la soglia di tolleranza per i professionisti è in media di 45 minuti al giorno. Tempi più lunghi incidono negativamente sul work-life balance, aumentando stress e riducendo il tempo libero.
Questo dato mette in evidenza l’urgenza, per le aziende, di rivedere la propria organizzazione del lavoro: sedi ben collegate, orari flessibili e smart working sono ormai elementi cruciali per attrarre e trattenere talenti qualificati.
Il ruolo delle aziende: politiche di flessibilità e mobilità sostenibile
Lo studio sottolinea come le imprese abbiano oggi l’opportunità di affrontare l’impatto del pendolarismo sui propri team. Politiche di smart working, agevolazioni e benefit per la mobilità sostenibile (abbonamenti ai trasporti, convenzioni con car sharing o rimborsi per chi si sposta in bici) non solo migliorano la vita dei dipendenti, ma rafforzano anche la capacità di attrarre talenti in un mercato sempre più competitivo.
Queste misure non solo riducono lo stress e i costi legati agli spostamenti, ma rappresentano una leva fondamentale per la talent attraction e la retention.
Commenta Walter Papotti - Associate DIrector di Robert Walters Italia
Smart working e modello ibrido: un vantaggio competitivo
Il modello ibrido, che combina giorni in ufficio e giorni di lavoro da remoto, si conferma una delle soluzioni più apprezzate dai professionisti. Oltre al risparmio economico, consente di recuperare tempo prezioso da dedicare alla famiglia, allo sport o ad attività personali, contribuendo a un maggiore equilibrio tra vita privata e lavoro.
Per le aziende, lo smart working non è più un semplice benefit, ma un vantaggio competitivo in termini di employer branding e un fattore strategico di retention.
Conclusione
Il pendolarismo non è più solo una questione legata agli spostamenti, ma un tema centrale che tocca costi, qualità della vita e strategie di gestione del personale. Le aziende che sapranno adottare politiche di flessibilità e mobilità sostenibile avranno maggiori possibilità di distinguersi nella guerra dei talenti, offrendo un ambiente di lavoro in linea con le esigenze dei professionisti di oggi.
Sala Stampa Robert Walters Italia
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